Cenni storici - Comune di Orio al Serio (BG)

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CENNI STORICI

Stando a quanto desumibile da studi, scavi e ritrovamenti effettuati a livello dell’intera area bergamasca, è possibile affermare con certezza che anche la zona attualmente occupata dal Comune di Orio al Serio ha avuto nelle popolazioni Liguri i suoi primi abitanti. In seguito, il loro posto venne preso dagli Etruschi e quindi, intorno al III secolo a.C., dai Galli di stirpe celtica. Quando l’astro romano raggiunse anche l’Italia settentrionale, circa due secoli prima della nascita di Cristo, Orio subì, come il resto della provincia bergamasca, tutti i fasti e i nefasti dell’impero. E’ questa l’epoca in cui il piccolo villaggio assurge al ruolo di importante punto di passaggio tra alcune strade romane, soprattutto quella via militare che, scendendo da Borgo San Leonardo, passava per Orio e proseguiva poi in direzione di Cologno.

La prima comparsa del nome del Comune in un documento ufficiale si ha in piena età carolingia (829 d. C.)  
Da carteggi che risalgono all’incirca al X secolo, si può desumere che la città di Bergamo possedeva a Orio diversi beni, mentre la citazione di rogge e seriole derivate dal Serio è contenuta in documenti del 986.
Proseguendo nelle tappe che hanno siglato l’evoluzione storica di Orio al Serio, si arriva all’età dei Comuni. Una data fondamentale è il 1233: fu appunto in quell’anno che Bergamo divise in quattro fagge o squadre il suo territorio in corrispondenza delle quattro porte della città. Fu in questa occasione che Orio nacque come Comune, i suoi antichi confini vennero registrati su pergamena e l’atto di registrazione (con un lungo elenco di testimoni) è ancora oggi conservato nelle sale della Biblioteca civica di Bergamo.

Orio compare anche in un documento del 1383 in virtù di un suo illustre cittadino: Ariano da Orio, che faceva parte degli elettori del Consiglio della Misericordia di Bergamo. La Misericordia ritorna alla ribalta della storia locale nel 1511, ovvero quando, dopo aver istituito una scuola superiore per i chierici, vi ospita anche Giacomo Tommaso da Orio.
Negli Atti relativi alla visita apostolica compiuta da San Carlo Borromeo nel 1575 su tutta la zona bergamasca ben tre pagine sono dedicate a Orio.

Orio è stata per lungo tempo un feudo dei conti Martinengo Colleoni, eredi del celeberrimo capitano di ventura Bartolomeo Colleoni. Tra le molte notizie che riguardano il periodo della loro predominanza sulla zona, fa spicco il fatto che il feudo venne assegnato, nel 1622, dal conte Estore Martinego al figlio Alessandro: una sorta di donazione in vita effettuata poco prima che il giovane partisse verso le Fiandre per affinare le sue conoscenze dell’arte del “saper vivere”.


Tratto dal Riassunto storico redatto da Simone Poma

 

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